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Un impianto solare termico abbatte i consumi legati al riscaldamento degli ambienti e dell’acqua sanitaria. Le zone del Sud Italia, in particolare, necessitano di superfici ed investimenti molto modesti, viste le vantaggiose condizioni di irraggiamento.
Come funziona L’impianto viene collegato a quello idraulico già esistente. L’energia solare che colpisce il collettore viene sfruttata per riscaldare il fluido (acqua e liquido antigelo) che circola al suo interno, successivamente conservato in appositi serbatoi, altamente coibentati e dotati di uno scambiatore di calore. Il serbatoio, posizionato sopra il collettore per i kit a circolazione naturale o in appositi vani per gli impianti a circolazione forzata, mantiene l’acqua “a temperatura” e la eroga secondo i bisogni dell’utenza. Se la temperatura del fluido necessita di ulteriori aumenti interviene la resistenza elettrica presente nel boiler o un’apposita valvola, che indirizza l’acqua verso la caldaia tradizionale per un’eventuale integrazione di energia termica.
Risultato La caldaia lavora meno (per 6/7 mesi i collettori garantiscono elevati livelli di autonomia) e meno intensamente (spesso l’acqua che circola all’interno della caldaia è già stata preriscaldata dall’impianto solare), determinando bassi livelli di consumo di gas e bollette più leggere.
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